Published On: sab, Gen 28th, 2017

Buoni Fruttiferi Postali 2017: Rendimenti, convenienza, calcolo

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Uno degli investimenti sicuri più apprezzati dai risparmiatori italiani sono i buoni fruttiferi postali, questi buoni in passato permettevano di ottenere rendimenti molto interessanti, oggi invece i rendimenti sono crollati, ma gli italiani continuano ugualmente a sottoscriverli perché spesso preferiscono la Posta alle Banche.

Esistono due tipologie di buoni, esistono i buoni cartacei e i buoni dematerializzati. i primi sono buoni classici, invece i secondi sono buoni che non vengono rilasciati sotto-forma cartacea, e da qui il nome buoni dematerializzati.

Cosa sono i buoni fruttiferi postali?

I buoni fruttiferi postali sono un’opportunità di investimento a rischio zero che negli anni passati permettevano di avere rendimenti importanti, oggi invece hanno un rendimento basso e i vantaggi si sono ridotti moltissimo, tant’è che oggi è preferibile scegliere altre forme di investimento, magari sempre di altri prodotti postali piuttosto che sottoscrivere dei BFP.

Basti pensare che i buoni fruttiferi postali a 18 mesi rendono solamente lo 0,10% lordo, una vera miseria.

Rendimento dei buoni fruttiferi postali nel 2017

Il rendimento dei buoni fruttiferi postali nel 2017 è praticamente nullo, infatti nonostante ci siano varie tipologie di buoni postali essi non superano mai lo 0,25% lordo annuo, contro l’1% netto di alcuni conti correnti bancari.

Oggi esistono varie tipologie di investimento molto interessanti, tra cui quella della compravendita di servizi editoriali, o l’investimento di natura finanziaria, cose che rendono decisamente di più rispetto ai buoni fruttiferi postali.

Il rendimento netto dei buoni fruttiferi postali è dato dal rendimento lordo meno la tassa sugli interessi che sui BFP è pari al 12,5%, quindi oltre al danno anche la beffa, perché sottoscrivendo BFP per un valore totale di 10.000 euro alla fine dell’anno non si avrà nemmeno un guadagno netto di 100,00€.

Conviene investire nei buoni fruttiferi postali?

Non conviene investire in buoni fruttiferi postali, per il semplice fatto che esistono investimenti sicuri che hanno un rendimento maggiore, infatti volendo rimanere sul classico e quindi affidarsi ad una banca, ci sono banche che permettono di ottenere dei rendimenti del 1% netto, e non ci si deve preoccupare di un eventuale fallimento della banca perché fino a 100.000€ i soldi sono tutelati dal fondo interbancario, al quale invece non partecipano le poste.

Quale buono fruttifero postale sottoscrivere?

Nessuno. Volendo trovare il salvabile si può decidere di investire in buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione, così il proprio capitale non solo non sarà esoso dall’inflazione che ci farà perdere potere d’acquisto ma ci permetterà anche di guadagnare qualcosa(ma veramente poco), però c’è decisamente di meglio in giro, quindi sconsiglio la sottoscrizione.

Buoni fruttiferi postali dematerializzati: Vantaggi e svantaggi. Conviene sottoscriverli?

I buoni fruttiferi dematerializzati hanno il grande vantaggio che sono inseriti all’interno del database di Poste Italiane ma non si posseggono fisicamente, quindi in caso di smarrimento non ci saranno problemi, però sono pur sempre dei buoni fruttiferi postali e quindi si portano con sé tutte le criticità degli stessi.

Piuttosto è meglio sottoscrivere obbligazioni, danno un rendimento superiore al 1% netto annuale ed essendo obbligazioni molto sicure il capitale è tutelato.

Buoni fruttiferi postali

Calcolo rendimento buoni postali: Sapere il guadagno netto

Per ottenere il rendimento netto dei buoni postali bisogna sottrarre al rendimento lordo le tasse da pagare che sono del 12.50%, per fare i calcoli in maniera molto semplice senza doversi mettere con la calcolatrice in mano ci si può rivolgere a dei siti internet che in automatico fanno il calcolo e ti fanno sapere quanti interessi hai maturato fino ad oggi e quanto potresti maturare alla scadenza

Questo calcolo si può ottenere anche con il servizio offerto da Poste Italiane, basta andare sul sito per calcolare il rendimento dei buoni fruttiferi postali.

Investimenti Postali: Meglio Buoni fruttiferi o obbligazioni?

Tutta la vita obbligazioni. Si tratta di un vero e proprio investimento, con un rischio basso e un rendimento accettabile, invece i buoni fruttiferi postali non si possono chiamare investimento perché ormai non rendono praticamente nulla.

La Posta è ricorsa ai ripari e oggi propone ai propri clienti di investire in obbligazioni a basso rischio con rendimenti che arrivano anche al 2.5% lordo, i dipendenti stessi di Poste Italiane sconsigliano la sottoscrizione dei BFP, infatti la Cassa Depositi e Prestiti ha tutti gli interessi del mondo affinché i clienti facciano investimenti più professionali.

BFP Scaduti: Cosa fare?

BFP scaduti non danno più alcun rendimento, quindi bisogna andare alla posta e ritirare il capitale sottoscritto maggiorato degli interessi, poi si può sempre decidere di sottoscrivere nuovi buoni fruttiferi postali, investire in altri prodotti postali oppure ancora decidere di prendere il capitale e investirlo in altro.

Buoni fruttiferi postali cointestati: Come funzionano?

I buoni fruttiferi postali cointestati sono dei buoni fruttiferi che possono essere di proprietà di più di una persona, più precisamente due, sono soliti utilizzarli gli anziani che decidono di fare un regalo ai propri nipoti, ma anche i genitori sono soliti utilizzare questa pratica.

Fondamentalmente non cambia nulla in termini di rendimento.

Buoni Fruttiferi Postali vecchi: Cosa fare?

Bisogna prestare molta attenzioni ai buoni fruttiferi postali vecchi, questo perché innanzitutto il rendimento è quello pattuito nel momento in cui sono stati sottoscritti, questo significa che se ho sottoscritto un buono fruttiferi postale ventennale nel 1999 avrò diritto al rendimento annuale lordo che era stato pattuito all’epoca, anche se ora il rendimento è crollato, questo perché il rendimento non può essere retroattivo

Però bisogna prestare grande attenzione perché i buoni fruttiferi postali possono andare in prescrizione, questo avviene quando passano 10 anni dal momento in cui scadono, quindi non bisogna dimenticarsene.

Quanto rendono i buoni fruttiferi postali?

Fatto tutto il discorso sui buoni fruttiferi postali, possiamo asserire senza alcun dubbio che rendono pochissimo, rendono talmente poco che conviene di più mettere i soldi su un normale libretto postale piuttosto che sottoscrivere i BFP.

Non vale la pena vincolare il proprio denaro per un interesse così irrisorio, tale denaro può essere svincolato in qualsiasi momento ma anche solo andare all’ufficio postale per svincolare il denaro è una perdita di tempo per un interesse così ridicolo.

Come controllare i buoni fruttiferi postali?

Si possono controllare semplicemente recandosi presso qualsiasi ufficio postale, bisogna chiedere ad uno dei dipendenti di chiedere la propria posizione in merito ai prodotti postali, e si avrà un quadro completo di quella che è la propria posizione in merito ai buoni fruttiferi.

Buoni fruttiferi postali in Lire: Cosa fare?

I buoni fruttiferi postali in Lire sono validi, nel momento in cui andranno in scadenza ci sarà il calcio del cambio tra euro e lira, così facendo si saprà a che cifra ammonti il denaro che bisogna ricevere quando l’investimento viene estinto. Investimento che tra l’altro può essere estinto in qualsiasi momento e si avrà diritto agli interessi maturati fino a quel momento.

 

 

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